venerdì, 01 maggio 2009

Oggi ho fatto le pulizie. E questa, riconosco che non è una gran notizia.

Però, dopo averle fatte, mi sono seduta mezz'ora in terrazza. O meglio, sulla terrazza; nel senso che, non avendo voglia di pulire le sedie di plastica (una volta mi hanno spiegato la storia del livello di entropia nell'universo; io, chiaramente, non l'ho capito, ma mi par di avere intuito che non vanno fatte troppo pulizie. Credo), mi sono seduta per terra, sui mattoni caldi.

E pensavo. Che adesso la buona vecchia Lamù se ne va da Padova. Ed è un po' un colpo. Che a pensarci, nella mia testa Lamù e Padova sono indissolubilmente legate da dieci anni. E, pur con mutate circostanze e con l'intervallo romano, ha sempre fatto parte della mia quotidianità. E sarà dura, sapere che non è più a portata di spritz, chiacchiere, passeggiate, consigli, ceretta, riflessi per i capelli e riflessioni cosmiche.

E m'è venuto un po' di magone, al pensiero che -probabilmente- non ci succederà più di vivere nella stessa città, e quindi cambia tutto-parecchio-per sempre.

Poi però, ho alzato lo sguardo e ho sorriso. Che prima di partire, mi ha ceduto un sacco delle sue piante. Un olivo. Un'aloe, che però è in prestito (quando avrà casa, la rivuole). Due piante grasse. E io le ho messe in terrazza, vicino a Beatrice e Camilla e mi sa che dopo l'iniziale diffidenza hanno anche già fatto amicizia. E ho pensato allora, che in fondo va bene così. E ognuno c'ha la sua, di strada da fare. E anche la lontananza, che certo ha un suo peso, è una cosa con cui in fondo si può imparare a convivere.

Basta avere l'accortezza di lasciare qualcosa dietro di sé quando si va via, come Pollicino. Sorrisi. Ricordi. Qualche pianta.

Abbracci botanici a voi tutti.


L.

Postato da: sachertorte a 19:24 | link | commenti (6)