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Ogni giorno passo in bicicletta davanti alle cliniche universitarie. L’altro giorno, sfrecciavo (nientemeno) verso casa, quando ho visto che qualcuno aveva letteralmente tappezzato duecento metri di strada con fogli A4 su cui c’era scritto un messaggio univoco quanto incontrovertibile.
“Marie, ti amo”.
Con la virgola, eh. E questi cartelli erano appesi agli alberi, ai pali della luce, sulla fermata del bus, sui guard rail, sotto i tergicristallo delle auto, nei cestini delle bici parcheggiate. Uno stormo.
E io, mentre passavo sorridendo a tale dimostrazione di follia (amorosa), già m’ero fatta in testa una storia complicatissima, di un amore tra un ragazzo italiano e una ragazza erasmus francese prossima alla partenza, e lui che cercava di dissuaderla ululando al mondo tutto il suo amore. No Marie, non partire, non raggiungere quell'infame di Francois!
E mi chiedevo, ma come sarà Marie? Una provenzale sorridente? Una bretone severa? Una parigina un po’ snob? Una nizzarda con i capelli salati di mare?
Sono ancora qui che me lo chiedo.
Lucy

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