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Venerdì sera, prima lezione di ballo. Età media, 67 circa. Anche perché, per fare l’en plein del demodé, noi abbiamo scelto il turno dei vecchietti, 20-21.30. Che poi, a quello 21.30-23 c’è anche qualche giovane e noi l’abbiamo chiaramente snobbato.
Allora, siamo 3 coppie più due tizie tremende spaiate (e guardandole capisci perchè). Il tipo più coreografico del corso, s’è già capito che sarà lui: il Tricheco. Baffoni da leone di mare, portamento elegante da foca con la colite. Il maestro per aiutarci, ci dà il tempo scandendo un-due-tre-un-due-tre. Dopo un po’, molti vanno fuori tempo. Lui, al primo”uno” è già drammaticamente in ritardo. Sempre. Al secondo valzer aveva già procurato lesioni gravissime al tarso-metatarso della moglie, con curioso suono di biscotti sbriciolati.
Il maestro mi ha preso poi come valletta per illustrare la posizione di ballo uomo-donna. Io nel frattempo mi guardavo con impegno i piedi per non soffermarmi sulle molteplici catene d’oro che intinnavano al suo polso e sul suo petto. Un po’ di tamarraggine ci sta col liscio, suvvia.
Insomma, abbiamo imparato i primi passi.
Inutile sottolinearlo.
Siamo già i Principi della Mazurka.

Lucy

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